martedì 3 gennaio 2012

Curiosità architettoniche - La Chiesa di Santa Maria di Venezzano Mascarino


Veduta esterna della Chiesa di Santa Maria di Venezzano

 Non sono cattolico praticante, eppure sono sempre stato affascinato da chiese e presepi, più dal punto di vista artistico che religioso.
Nel giorno di Santo Stefano dell'anno scorso mi sono recato in compagnia di amici a vedere qualche presepio interessante in quella porzione geografica che copre la bassa ferrarese e la bassa bolognese.
Dopo aver visitato il ben noto presepio meccanico di Casumaro (FE) - che credetemi, ne vale la pena - ci siamo diretti verso la sperduta frazione Mascarino di Castello d'Argile (BO).
Fui sorpreso da come come un insignificante - con tutto il rispetto - potesse avere una chiesa dalla facciata così bella. La Chiesa di Santa Maria di Venezzano domina e spezza la noiosa planarità della pianura distinguendosi per il suo stile neogotico tedesco e per la sua ampia cupola alta 44 metri.
Forse rapito dalle luci natalizie e dall'atmosfera entrai a vedere la rassegna dei presepi esposta all'interno. La rassegna dei presepi contiene una vasta varietà di opere, dai professionisti e semiprofessionisti, ai bambini; i materiali utilizzati vanno dal ferro, argilla, plastica, materiali di recupero, stoffe, pongo e altri.
Ma ora vediamo alcuni cenni storici.
La Chiesa fu realizzata a partire dal 1894 su progetto dell'ing. Francesco Gualandi di Bologna in collaborazione con il figlio Giuseppe e teminata nel 1933: lo stile gotico-fiorito, non certo comune per il territorio e per l'epoca di costruzione, sono sicuro motivo di interesse archiettonico.
A croce latina con tre navate ad abside poligonale, è sormontata da una possente cupola sostenuta da otto pilastri polilobati con un tamburo a dodici lati ed è uno dei primi esempi di applicazione del cemento armato nell'arte.
All'interno l'originalità dell stile si manifesta fra l'altro nell'altare maggiore dedicato alla Vergine e nei due altari laterali dedicati a San Giuseppe ed al Sacro Cuore in cemento marmorizzato bianco con numerose edicole di santi e di raffigurazioni sacre.
Interessanti anche la cappellina della Madonna di Lourdes e soprattutto la Via Crucis plasmata - insieme a tante altre immagini dell'altare - in terracotta fra il 1927 ed il 1928, da Mons. G. Branchini. Costui fu il parroco che volle la costruzione di questa Chiesa.
Le ampie vetrate istoriate delle navate e dell'abside ed i rosoni rappresentano scene bibliche. Esse sono in parte opera dell'architetto Galignani.
Dietro l'altare vi è un organo: una delle ultime opere del Guermandi.
Il campanile, costruito fra il 1863 ed il 1873, è opera di Giuseppe Brighenti.

Se passate in zona - dista alcuni km da Cento (FE) - fate una capatina a visitare la Chiesa di Santa Maria di Venezzano. La mostra dei presepi, giunta alla 21a edizione, è visitabile fino al 23 gennaio e con i seguenti orari: festivi 9-12 / 14,30-19; feriali 15-18.


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lunedì 2 gennaio 2012

Le posizioni dell'amore - Accortezze - Parte terza

Di nuovo a parlare di posizione dell'amore, giunti al terzo e ultimo (?!) della serie di brevi ed utili articoli sulle posizioni. Dopo aver visto il missionario (clicca qui) e lo smorzacandela (clicca qui) - varianti incluse - vediamo ora ne vediamo altre altre: da dietro (conosciuta come "pecorina" o "unione della mucca"o "doggy-style"), da seduti, la forbice (o delle forbici).

DA DIETRO
In questa posizione la donna si mette carponi, su gomiti (o sostenendosi solo con le mani, come da foto) e ginocchia e l’uomo la monta come un toro.
Visivamente per l'uomo è molto eccitante, in quanto può guardarle il sedere. Lei percepisce il pene ma non il volto e può lasciarsi andare alle proprie fantasie.
Si tratta di una posizione istintiva e molto profonda che facilita le sensazioni forti ed eccitanti, ma non si presta per incontri romantici. Il godimento assume un carattere animalesco e l'atto sessuale in questo caso è meno mischiato al sentimento.
L’uomo può accarezzare la compagna con ambo le mani, sia nella parte posteriore del corpo: schiena, natiche, nuca, che in quella anteriore: seno e pancia. La donna, al massimo, può solo toccare sè stessa con una mano accarezzandosi seno e clitoride.
L'uomo ha molta libertà di movimento e detta il ritmo. Il glande del pene viene molto sollecitato e purtroppo accorcia per l'uomo i tempi che precedono l'orgasmo: esige quindi un grande controllo sul riflesso eiaculatorio.
Nella pecorina il pene strofina la parete anteriore della vagina, stimolando facilmente il punto G.
Ciònonostante alcune donne disprezzano questa posizione perchè la considerano volgare e non si identificano nel carattere animalesco del sesso. Altre donne, invece, proprio per questi motivi la trovano eccitante e si scatenano eroticamente.
Entrambi i partner posseggono un buon "grounding"; possono muovere bene testa, nuca e bacino; ambedue hanno il respiro libero.

Marlon Brando e Maria Schneider in "L'ultimo tango a Parigi"
DA SEDUTI
Qui, invece, l'uomo e la donna sono in una posizione molto equilibrata e ciò consente loro di aumentare
 l'intesa ed entrare molto in intimità baciandosi, abbracciandosi in modo tenero e accarezzandosi completamente l'uno con l'altra.
In questa posizione il contatto corporeo è più vicino e suscita un senso si sicurezza e calore. I partner possono vedere bene le loro emozioni.
Entrambi possono ruotare dolcemente il bacino, rillassando i muscoli pelvici.
Se non si è abituati alle posizioni di "meditazione" ci si può sedere su una sedia o una poltrona senza braccioli.

LA FORBICE
Questa posizione è molto confortevole per entrambi e al contempo permette molte variazioni grazie a minimi spostamenti.
I due partner possono possono fare l'amore in modo equilibrato, dolce e rilassato anche allungando notevolmente i tempi poichè stanno sullo stesso piano e bene appoggiati senza stancarsi molto.
Lui e lei hanno un buon contatto visivo, possono respirare profondamente, muovere liberamente il bacino e farsi carezze reciprocamente lungo tutto il corpo.
E' una posizione dolce che quindi può essere anche adatta ad una penetrazione morbida.
La testa e la nuca sono libere, ma è consigliabile usare dei cuscini per sostenersi.

Le posizioni dell'amore e le loro varianti sarebbero innumerevoli, molte delle quali acrobatiche e particolamente stancanti, ma una panoramica - con annesse diverse osservazioni - di quelle più conosciute e complessivamente più vantaggiose credo che possa essere di interesse per voi. E ricordate sempre: far bene l'amore fa bene all'amore!


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domenica 1 gennaio 2012

The Artist - il film muto recente che appassiona e diverte

La gente va a vedere film sempre più in alta definizione, ricchi di effetti speciali e tridimensionalità e qualcuno propone una pellicola muta in bianco e nero?! Un film quello di The Artist che non lo definirei “operazione nostalgia” ma semplicemente un racconto del passato fatto con un tocco di contemporaneità. Immagini che ci rimandano ad un’epoca che non c’è più: siamo nella Hollywood del 1927 e presto ci sarà il grande cambiamento che porterà il cinema dal muto al sonoro. George Valentin, protagonista del film interpretato da Jean Dujardin (premiato al Festival di Cannes), è un attore brillante che vivrà appunto questo passaggio non senza conseguenze.
Un giorno George Valentin conosce in maniera molto casuale una giovane aspirante attrice che condivide una foto pubblicata sulla stampa che conta  e una parte da ballerina in un suo film. Da lì la nascita di una nuova stella: Peppy Miller (interpretata da Bérénice Bejo). All’ascesa della starlet corrisponderà l’inesorabile e triste declino di George, che naufragherà in un mare magno di malinconia e depressione. Ma le sorprese (in positivo) sono dietro l’angolo:  Peppy – che nel frattempo si era affermata nel sonoro -si ricorderà di colui che aveva contribuito a lanciarla e questi dovrà, mettere da parte il suo orgoglio profondamente ferito.
Il coraggio e la bravura del regista  Hazanavicius ci regala attraverso una performance magistrale da parte dei due attori francesi una mimica, una gestualità e una espressività interpretative “tipiche” del cinema muto , oltre ad un’eccellente tecnica in bianco e nero che ci proietta perfettamente nell’epoca.
Una pellicola volutamente divertente, scanzonata, coinvolgente e tenera nel ridisegnare la parabola discendente di George Valentin - che colpì molti attori dell’epoca - e quella ascendente alla Mecca del grande cinema da parte di  Peppy Miller.
Alla fine del film non si può non dire che, almeno, sono stati 100 minuti di assoluta leggerezza, facendoci venire in mente “Cantando sotto la pioggia” o “E’ nata una stella”, o tanti altri.
Spero che vi piaccia!
- Recensione by Jack di Fiori -
THE ARTIST
(Francia, 2011)
Regia e sceneggiatura: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, Missi Pyle, James Cromwell
Musiche: Ludovic Bource

Il trailer del film:








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martedì 27 dicembre 2011

Le posizioni dell'amore - Accortezze - Parte seconda

Nell'articolo precedente (se lo avete perso, cliccate qui) abbiamo visto i vantaggi, gli svantaggi e le varianti annesse per quanto riguarda la posizione del missionario. Ora vedremo un'altra posizione.

LO SMORZACANDELA

I ruoli si invertono rispetto al "missionario", ed è la donna a stare sull'uomo, il che le consente più libertà di movimento e di guida nell'atto sessuale.
Lui può rilassarsi e lasciarsi sedurre da lei, se accetta questa posizione (relativamente) passiva nei confronti della donna.
Lei può godersi il pieno controllo della propria eccitazione e dirigere l'amplesso avendo anche un buon appoggio sulle ginocchia.
Tuttavia l'uomo può anche compiere piccole spinte, se lo desidera. Magari facendolo mentre sta con i piedi contro una parete.
Lui può accarezzare con le mani senza fatica i senie il corpo di lei e stimolarle il clitoride per aumentarle ulteriormente il livello di eccitazione. Anche la donna può accarezzare l'uomo o spostarsi ogni tanto in avanti reggendosi sulle mani per non appesantire il partner.
Inoltre la donna può:
- ruotare il ventre, come se stesse danzando,
- stimolarsi il clitoride con la mano,
- controllare la profondità e soprattutto l'angolo della penetrazione per sentirsi stimolata al punto G (che è molto vicino all'entrata della vagina),
- muoversi seguendo le proprie emozioni.
Entrambi hanno il respiro libero, possono muovere bene la nuca e se la donna è seduta possono guardarsi negli occhi.
Questa posizione aiuta ad allungare i tempi che precedono l'orgasmo maschile e favorisce molto la risposta orgasmica femminile che, notoriamente, è più lenta.
Vi sono altre varianti dello smorzacandela (detto anche posizione dell'"amazzone" o "cowgirl"), vediamole.



variante 1
 1. La donna sta con il petto davanti all'uomo, seduta con la schiena all'indietro e appoggiandosi con le mani può effettuare spinte. E' un pò più rigida, ma questa variante consente a lui di stimolarle meglio il clitoride.





variante 2
 2. La donna avvicina il proprio petto sull'uomo - stando attenta che il pene non fuoriesca dalla vagina - e i due si possono baciare appassionatamente. Sconsigliata se lei è molto più pesante di lui.





variante 3
 3. Posizione detta anche "reverse cowgirl". La donna rivolge la schiena verso il partner, ed è meno romantica in quanto i due non hanno contatto visivo al volto. Lei può lasciarsi andare alle proprie fantasie, per lui è doppiamente eccitante in quanto può guardarle il sedere e visualizzare al contempo il movimento penetrativo.

Bene, non mi resta che ricordarvi di provare e trovare ciò che è meglio per voi e per il/la vostro/a partner. Arrivederci dunque alla prossima puntata: "Le posizioni dell'amore. Accortezze. Parte Terza."


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venerdì 23 dicembre 2011

Manca pochissimo a Natale - idee regalo per i ritardatari che vogliono fare anche dei figuroni

Previgilia di Natale. Siete tra quelli che per vari motivi arrivano sempre all'ultimo? O semplicemente non sapete cosa regalare? Oppure avete dato un'occhiata nella vostra lista e mancano giusto giusto gli ultimi 2-3 doni natalizi? Volete anche fare dei figuroni spendendo "il giusto"?
L'acquisto dei regali può anche essere molto divertente, tuttavia ricordate che specialmente quest'anno più che mai alle spese pazze è meglio preferire un pò di oculatezza.
Ecco alcune idee, e comunque "fate vobis!"
Cominciamo con alcune cose carine per le donne.


http://www.villadestehome.it/
 Utili e deliziosi da vedere, sono i portabijoux che aiutano a tenere tutto in ordine. By Villa d'Este Home

Per signore grintose che ci tengono alla forma fisica ci sono le sneakers tonificanti Fit Flop.


http://www.dior.com/beauty/ita/it/christian_dior/christmas_2011/tf556-15.html

Una mini collezione di smalti Dior non può che far felice la donna che li riceverà! Anche se "matura".


http://www.maliparmi.it/jspmaliparmi/index.jsp
 Della serie: uniamo l'utile al dilettevole e poi ci mettiamo classe, colore e fantasia. Bello il porta ipad e laptop by Maliparmi.

A chi ha bisogno di una sferzata di energia in questo inverno rigido e sonnacchioso sono dedicati i cosmetici agli agrumi, come la crema doccia Weleda.

Per lui, per lei e chiunque abbia il gusto per le cose buone: una bottiglia di Amarone, limited edition. Perchè dire di no?


http://www.intimissimi.it/
 Una lingerie fine e seducente per la vostra "lei" che sarà felice di indossare. Un inno alla femminilità, by Intimissimi.


www.guess.com/gioielli-bigiotteria
 Ancora donne in primo piano...successo assicurato con orecchini, collier e bracciali Guess.


Un puzzle inusuale, quello dei Beatles, per gli appassionati dei "passatempi". By New York Society.

Non è un'idea romantica ma è molto pratica, e non solo per le signore! La pentola a pressione Wilkook di Tefal.

http://www.swatch.com/
Gli orologi della collezione Swatch Touch sono sempre attuali, coloratissimi e assolutamente unisex

Attualissimo anche il maxi cappotto lungo e voluminoso, in maglia effetto hand made. By Trussardi.



http://www.givenchy.com/
 Il foulard in versione maschile o femminile è un regalo ideale. By Givenchy.



Se l'oggetto del desiderio è un paio di occhiali di classe, con Yves Saint Laurent non ci si può sbagliare!

Se tenete particolarmente a qualcuno e volete comunicarglielo il Profumo della Felicità Collistar è validissimo.


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mercoledì 21 dicembre 2011

In anteprima il programma jazz del Baluardo. Gennaio - Marzo 2012

Dopo la fine dell'edizione autunnale della rassegna Jazz al Baluardo - uno degli appuntamenti più importanti per gli amanti del genere jazzistico di Modena - si affaccia il 2012 con una nuovo cartellone che vedrà artisti del calibro di Sarah Jane Morris, Roberto Gatto, Enrico Rava, Rosario Giuliani solo per citare i più noti.
Ecco l'anteprima con le date dei concerti:

programmajazzbaluardo01032012


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Le posizioni dell'amore - Accortezze - Parte prima

Faccio subito una premessa dicendo che le posizioni sono uno degli argomenti preferiti dal pubblico in tutti i libri che trattino di sesso, dal famoso Kamasutra fino ai testi più recenti. In realtà il Kamasutra originale non contiene aneddoti e non è un manuale pratico del sesso. Il Kamasutra è un testo che cerca di definire la relazione tra uomo e donna nella sua intera gamma. Tradotto "kama-sutra" significa insegnamenti e piaceri, intesi come piaceri del corpo, della mente e dell'anima.
Oggigiorno invece vi sono parecchi testi moderni che danno risalto smisurato alle posizioni per saziare la nostra "calda" curiosità rappresentandole in immagini attraenti. Su questi testi viene rappresentato un numero esagerato di posizioni, tra le quali diverse che si prestano ad un esibizionismo acrobatico, ma che non sono adatte per raggiungere l'intimità e l'orgasmo per entrambi e sono particolarmente stancanti. Per arrivare all'orgasmo o quantomeno cercare il massimo piacere per ambedue occorre che in una posizione si possa percorrere insieme l'intera curva energetica orgasmica. Per parlare nello specifico di energia sessuale dovrei parlare di chakra e dilungarmi ulteriormente, con l'handicap che molti di voi non sanno nemmeno cosa sono e dovrei spiegarglielo. Ma vediamo insieme le posizioni, con i vantaggi e svantaggi.

IL MISSIONARIO
Nonostante la sua celebrità presenta diversi svantaggi dal punto di vista energetico che riguardano sia l'uomo che la donna.
Questa posizione soddisfa entrambi se lui trova eccitante dominare in maniera attiva l'atto sessuale e se a lei piace abbandonarsi passivamente all'emozione di essere presa completamente.
Lei può accarezzare l'uomo, ma non viceversa, poichè lui è impegnato a sorreggersi con le braccia.
Per la donna è molto difficile toccarsi il clitoride in modo rilassato. Il clitoride può però essere indirettamente stimolato attraverso la pressione che lui esercita col pube.
Questa posizione è valida quando lei è stanca e vuole lasciare completa iniziativa all'uomo.
Dal punto di vista del grounding (contatto con la terra attraverso i piedi o le ginocchia) è disagevole: i piedi non hanno appoggio e perciò l'uomo deve muoversi usando le braccia, la schiena e i muscoli addominali.
Il bacino della donna è schiacciato dal peso e lui comprime la zona lombare.
Lei muove liberamente nuca e testa, lui tiene tesa la nuca.
L'uomo ha il petto ed il respiro liberi solo se alza il busto e lo mantiene in tensione.
Per ovviare agli svantaggi di questa posizione vengono consigliate tre varianti del missionario, con maggiori libertà per entrambi.


variante 1
1. Qui l'uomo giace sulla donna appoggiando il petto su di essa spostandosi però leggermente a lato in modo da non "schiacciarla", cosicchè lei possa respirare liberamente. Così non deve irrigidire le braccia, la nuca e la schiena per reggersi.
L'uomo ha una mano libera per accarezzare il corpo femminile ed è più rilassato.



variante 2

2. L'uomo si siede sui talloni, la donna può appoggiare il bacino su un cuscino e i piedi alle spalle di lui o unirle dietro la sua schiena.
Entrambi possono quindi ruotare il bacino, muovere mani e nuca senza sforzo e mantenere un'otttima respirazione.

variante 3
 3. Lui si inginocchia davanti al letto ed ha libertà maggiore sia nel respiro che nel movimento. Entrambi appoggiano bene piedi e ginocchia, i movimenti pelvici partono senza sforzo dalle gambe appoggiate a terra.

Arrivederci alla prossima puntata e ...provate!


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domenica 18 dicembre 2011

50 anni fa - Gagarin, l'uomo che volò oltre la terra


Cinquant’anni fa, esattamente il 12 aprile 1961, a bordo della navicella Vostok 1, il ventisettenne colonnello Yuri Gagarin compì il periplo della Terra alla velocità di 27400 km/h. Durante quel volo, che durò circa due ore, il cosmonauta sovietico poté osservare un panorama inedito: aveva infatti raggiunto, nel punto più alto della sua orbita, una distanza dalla superficie terrestre di oltre 300 km. Un privilegio che, proprio per la sua straordinarietà divenne per Gagarin una maledizione: passò infatti il resto della sua vita – conclusasi prematuramente nel 1968 a causa di un incidente aereo – nel vano desiderio di poter tornare a varcare l’atmosfera.
Quello dello spazio è un sogno coltivato dall’uomo da lungo tempo e, prima di diventare realtà, aveva preso i contorni fantastici di alcuni romanzi entrati nell’immaginario collettivo come “Dalla terra alla luna” di Jules Verne scritto nel 1865 e il meno celebre “Aelita” di Tolstoj del 1922.
Come molte altre conquiste scientifiche, anche i viaggi spaziali trovano – ahimè – come fonte d’ispirazione l’insana propensione degli uomini alla guerra. In questo caso si parla di “Guerra Fredda” e di competizione militare tra USA e U.R.S.S. nella corsa allo spazio sviluppatasi a partire dagli anni’50.
L’inizio di questa competizione vide, a sorpresa, i sovietici in testa. I sovietici lanciano nel 1957 il primo satellite spaziale, lo Sputnik 1, che altro non era che una sfera pressurizzata di alluminio di circa 60 centimetri di diametro. I russi misero nel 1961 un altro punto, con la missione spaziale di Gagarin.
Gli statunitensi, dopo aver collezionato vari fallimenti, potenziarono il programma spaziale a tal punto che concretizzano l’obiettivo nel 1969 dell’invio del primo uomo sulla luna. Il 20 luglio del 1969 Neil Armstrong e Buzz Aldrin toccano il suolo lunare dopo aver viaggiato a bordo dell’Apollo 11.
Questo traguardo segnò curiosamente la fine dell’entusiasmo nei confronti della corsa allo spazio. I sovietici compresero di aver perduto il primato e sanno di disporre di ridotte risorse per rincorrere gli americani che, a loro volta, cominciano a tagliare progressivamente gli stanziamenti destinati ai progetti di esplorazione del cosmo.



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venerdì 16 dicembre 2011

Ian Wright, leggendario bomber "d'oltremanica" - parte II

Seconda e ultima parte dedicata alla leggenda dei Gunners Ian Wright, uno dei miei idoli calcistici (e non sono il solo). Tra l'altro so che Wright è stato (ovviamente) omaggiato sabato scorso 10 dicembre 2011 in occasione dei 125 anni dell'Arsenal.
Se con il Crystal Palace aveva segnato 117 gol in 277 partite (coppe incluse) diventando la punta inglese più prolifica del periodo post-bellico, fu con il club biancorosso che arrivò la consacrazione al calcio che conta vincendo vari trofei.
Ma procediamo con ordine. Nell'estate del 1991 Wright fu acquistato dal manager George Graham per la cifra record di 2.5 milioni di sterline dopo averlo notato in una partita giocata in nazionale.
Un grande avvio il suo, vincendo la Scarpa d'Oro nel 1992, per aver segnato 31 reti contando tutte le competizioni (campionati e coppe nazionali) tra Palace ed Arsenal. Nonostante ciò non fu convocato nella nazionale inglese per il campionato europeo da Graham Taylor. Gli furono infatti preferiti i vari Alan Smith, Gary Lineker, Alan Shearer e Nigel Clough.
Nella stagione 1992-93 l'Arsenal finì decimo in campionato, anche a causa degli schemi decisamente difensivi di George Graham, basandosi totalmente sulla vena realizzativa di Wright che fece un bottino di 17 reti. Nonstante ciò i Gunners vinsero sia la Coppa di Lega che l'FA Cup, rifacendosi da un campionato amaro.

George Graham (al centro) e Ian Wright (a destra) vittoriosi
nel 1993 nella League Cup

Nella stagione successiva Wright segnò in Premiere League 22 gol, di cui due triplette: una contro l'Ipswich e un'altra contro il Southampton. L'Arsenal si posizionò al quarto posto alla fine del campionato grazie alle sue reti. Inoltre Ian vinse il suo unico trofeo continentale quell'anno: la Coppa delle Coppe, in cui però dovette saltare la finale contro il Parma.
La carriera internazionale di Wright cominciò parzialmente a decollare con qualche gol con la maglia dell'Inghilterra nelle partite ufficiali di qualificazione, ma all'orizzonte stavano per arrivare tempi bui.
L'annata calcistica 1994-95  fu tempestosa a dir poco: George Graham  fu licenziato nel febbraio 1995 per illecito sportivo (aveva acquistato giocatori in cambio di bustarelle). L'Arsenal terminò dodicesimo, nonostante i 25 gol di Wright.


Il "colpo di coda" del prezioso double
 Nell'estate del 1995 arrivò Bruce Rioch alla guida della squadra, oltre all'ingaggio di Dennis Bergkamp - con cui il quale Wright trovò una discreta intesa sul campo. Purtroppo Wright non legava con il nuovo manager e chiese addirittura di essere trasferito. Anche se non giocò in tutte le partite, segnò comunque 15 reti in Premiere a prova del suo costante rendimento.
Con l'avvento nell'agosto 1996 del francese Arsene Wenger, manager con idee innovative e decisamente più morbido rispetto a Rioch, Ian Wright recuperò serenità e, a dispetto della sua non più fresca età (verso i 34 anni) totalizzò ben 28 reti alla fine della stagione, dimostrando di essere uno dei bomber più "letali" della Premiere League.
La stagione 1997-98 fu quella del "double", in cui i Gunners vinsero Premiere League e FA CUP, e fu l'ultima all'Arsenal per Wright (gonfiò la rete 11 reti soltanto, poichè si era infortunato a gennaio) che venne poi ceduto al West Ham per 500000 mila sterline. Successivamente giocò con Nottingham Forest, Celtic e Burnley fino al ritiro nel 2000 all'età di 37 anni.
Tra campionati e coppe la leggenda Wright aveva "bollato" 185 volte in 288 presenze, record che fu poi battuto da Thierry Henry.
Ecco un video con i suoi gol più spettacoli, veramente tanti, a conferma di un finalizzatore eccezionale.



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domenica 11 dicembre 2011

Midnight in Paris - tra flashback onirici e romanticismo

Il film che ho visto ieri sera (Midnight in Paris, appunto) ha sostituito - devo sottolineare con piacere - la visione di una pellicola d'essai che avevo messo in programma e che probabilmente ricercherò senza particolare bramosia. Tuttavia non andrei oltre una bella sufficienza abbondante e vi spiegherò il perchè.
Le aspettative sui film di Woody Allen sono alte e al contempo caratterizzate da un giustificato scetticismo verso un regista che ha sempre cercato l'originalità nelle sue opere cinematografiche altalenando risultati eccellenti a flop clamorosi. A volte è anche andato "nel mezzo" e questo film ne è la prova.
La Parigi che ci propina Allen in questo film è zuccherosa e romantica, l'atmosfera è il vero "cuore" del film che ci trascina in una rappresentazione pseudo-storica che però sa un pò di manifesto, dipingendo i mostri sacri della letteratura e dell'arte del periodo dei ruggenti anni'20 come altrettante macchiette che masticano citazioni di se stessi in una rappresentazione archetipica anche volutamente buffa. Credo che ci sia l'intenzionalità dietro tutto questo da parte del regista, con l'obiettivo di incantare lo spettatore con una fiaba coinvolgente fatta di viaggi nel tempo da parte di uno scrittore americano - peraltro ben interpretato da Owen Wilson - frustrato dai mali contemporanei e desideroso di evadere in un'epoca che proietti i suoi sogni.
Sognare è bello, quindi care signore e cari signori che male c'è se il film pecca di consistenza narrativa. In un mondo attuale, fatto di grigiore e ansia continua per gli eventi negativi che si susseguono, Woody Allen accende la fantasia meravigliandoci con un incantesimo che non svanisce, anzi si accende a mezzanotte quando Gil (il protagonista) viene accompagnato da una vettura d'epoca in una Parigi illuminata e brulicante di arte e cultura, bistrot e fiumi di champagne. E soprattutto entusiasmo ed allegria.
Il messaggio finale è che, se la realtà attuale è cruda ed insoddisfacente a confronto di quella che può esserne di un'epoca passata per noi più magicamente felice, a volte basta trovare la felicità nelle piccole cose, come incontrare un'altra persona con la quale condividere i nostri sogni.
Oltre al già citato Owen Wilson, ritengo buona l'interpretazione delle due attrici protagoniste-antagoniste Rachel McAdams (Inez) e Marion Cotillard (Adriana) - quest'ultima un gradino qualitativamente sopra la prima e più coinvolgente anche per via del suo ruolo di seducente amante di artisti d'altri tempi.
Concludo dicendo che la colonna sonora è azzeccata: il brano principale Si tu vois ma mère di Sidney Bechet ci riempie di calore e nostalgia.
Per la scheda completa del film cliccate su
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48181&film=Midnight-in-Paris
Qui sotto trovate il trailer il video del brano:


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